La storia della T1

La ferrovia della Valle Seriana, inaugurata nel 1884 da Bergamo ad Albino e prolungata fino a Ponte Selva nell'anno successivo, aveva una lunghezza di 34 chilometri.
Ventuno anni dopo, nel 1906, veniva inaugurata la prima tratta della ferrovia della Valle Brembana, da Bergamo a San Pellegrino. Concepita fin dall'inizio per la trazione elettrica, la linea venne successivamente prolungata fino a San Giovanni Bianco e, nel 1926, fino a San Martino de' Calvi (oggi Piazza Brembana), a poco più di 40 chilometri da Bergamo.
Ma anche in provincia di Bergamo, come in tutta Italia, per il trasporto locale su ferro, dopo un lungo periodo di crescita fu il declino.
A partire dalla fine degli anni '50 il traffico viaggiatori venne gradualmente indirizzato verso le corse automobilistiche sostitutive mentre il traffico merci, complessivamente in calo, era naturalmente attratto dalla concorrenza di un trasporto su strada sempre più efficiente ed economico.
Nel 1966 venne definitivamente sospeso l'esercizio ferroviario sull'intera linea della Valle Brembana, e un anno dopo la stessa sorte toccava alla ferrovia della Valle Seriana.
Entrambe le linee, concepite per svolgere sia traffico viaggiatori che traffico merci, attraversavano aree tra le più sviluppate del territorio provinciale.
Le linee erano dotate di numerose stazioni e fermate a servizio dei principali centri abitati, ma anche di numerosi raccordi al servizio delle attività industriali limitrofe e di standard di tracciato lungimiranti, correttamente ottimizzati rispetto all'orografia dei luoghi ed alla limitata potenza dei mezzi di trazione di allora.
Ma anche in provincia di Bergamo, come in tutta Italia, per il trasporto locale su ferro, dopo un lungo periodo di crescita fu il declino.
Dopo la cessazione del servizio, il sedime rimase nella proprietà del Demanio dello Stato e quindi soggetto ad un regime di salvaguardia che ne ha di fatto impedito l'utilizzo per interventi immobiliari.
Tra il 1992-93, il Parlamento emanava due leggi che prevedevano rispettivamente le modalità di finanziamento e realizzazione degli "interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa" e la "cessione degli immobili costituenti il compendio immobiliare delle ex ferrovie di Valle Brembana e Seriana.." alla Provincia di Bergamo, finalizzata alla realizzazione della metropolitana leggera o tram veloce.
Alcuni anni dopo, il 20 luglio 2000, Comune di Bergamo e Provincia di Bergamo fondano la TEB Spa, Tramvie Elettriche Bergamasche, con l'obiettivo di realizzare l'opera metrotramviaria riutilizzando l'ex sedime ferroviario.
Il riutilizzo del sedime delle "Ferrovie delle Valli" per la realizzazione di un nuovo sistema di trasporto tranviario per il territorio bergamasco è stato motivato sia da importanti considerazioni di carattere territoriale, sia dal fatto che le caratteristiche dell'ex sedime ferroviario sembravano rappresentare, dal punto di vista realizzativo, un' opportunità preziosa per la sua geometria e per la sua disponibilità.
Il riuso di un ex tracciato ferroviario - Opportunità e rischi
Il progetto per la realizzazione di un sistema tranviario per il territorio bergamasco ha avuto alla base, fin dalle ipotesi iniziali, il riutilizzo del sedime delle ex "Ferrovie delle Valli", che fino alla metà degli anni '60 avevano collegato Bergamo con la Valle Seriana e la Valle Brembana.
Anche se nella fase di costruzione tali aspettative sono state confermate solo in parte, si può ormai affermare - nell'imminenza dell'attivazione della Linea T1 - che le scelte di fondo erano sostanzialmente corrette.
Infatti, alcune difficoltà sono derivate dal prolungato periodo di abbandono del sedime stesso, lungo e sotto il quale sono stati realizzati numerosi sottoservizi, alcuni dei quali di importanza sovracomunale (acquedotti, metanodotti, fognature, etc.), nonché diverse opere piccole e meno piccole (tratti di pista ciclabile, stradine di accesso a proprietà pubbliche e private, nuovi svincoli della viabilità circostante, depositi di attrezzi, piccoli locali, giardinetti.....).
A queste difficoltà, la maggior parte delle quali si è palesata solo dopo l'inizio dei lavori, si è dovuto far fronte con un intenso e continuo lavoro di adeguamento progettuale in corso d'opera il quale, a sua volta, ha creato qualche rallentamento dei lavori e conseguenti difficoltà nei rapporti con le imprese appaltatrici.
Inoltre, il tracciato originario, salvo che per un tratto di circa due chilometri partendo da Bergamo, comune alle due linee della Val Brembana e della Val Seriana, era dimensionato per una linea a binario unico, larga mediamente poco meno di cinque metri, mentre l'attuale sede tranviaria ha una larghezza standard di 7,84 metri, oltre all'ingombro dei pali per la trazione elettrica.
Si è reso quindi necessario procedere ad una attività di esproprio alquanto faticosa, perché la ridotta dimensione delle singole aree da espropriare ha compensato solo in parte - in termini di tempo e di risorse umane - l'impegno dovuto all'elevato numero di soggetti coinvolti ed alla comprensibile tendenza di molti ad attribuire grande importanza anche a pochi metri quadrati di terreno.
Infine, l'utilizzo del sedime preesistente ha ridotto, ma non del tutto evitato, la necessità di salvaguardare alcune strutture antecedenti che presentano un certo interesse architettonico, in particolare nei pressi della fermata di Bergamo Borgo Palazzo e di un complesso di tre ponti in pietra in Comune di Ranica, sulle rogge Morlana e Guidana e sul torrente Nesa.